Barbara Fusar Poli

(trascrizione di una chiaccherata con la mamma Nives )
ci sono anche le foto! qui

Il pattinaggio non è stato il primo sport praticato da Barbara - a cinque anni e mezzo ha iniziato con la danza classica, poi due anni di nuoto, e poi solo nel 1982, a nove anni e mezzo, dopo aver visto un saggio di pattinaggio al GEAS, nella piccola pista di Sesto San Giovanni che ora è stata sostituita da un vero palazzo del ghiaccio in altra sede, è rimasta affascinata, folgorata da questo sport. Il lunedì dopo, con le scuole chiuse, l' ho accompagnata al palazzetto del ghiaccio, e l' ho iscritta ai corsi di avviamento. Mi ricordo ancora che a Natale la società aveva organizzato una esibizione che era stata pubblicizzata sui giornali locali di Sesto San Giovanni - e per puro caso avevano messo una foto degli allievi in cui c'era Barbara in primo piano in mezzo a questo enorme gruppo di bambini… segno del destino?

Barbara è sempre stata molto estroversa, amava esibirsi di fronte alle persone - a scuola, in famiglia, se c'era da ballare, da fare, saltava su e non si tirava indietro, anche improvvisando i suoi "numeri"… Sin dal principio della sua carriera non c'è stato dubbio su che disciplina scegliere: Barbara è stata indirizzata verso la danza piuttosto che verso l'artistico - i maestri avevano visto subito che era portata per questa disciplina. Fin dall'inizio lei voleva arrivare a fare le gare, ed ha iniziato da singola come tanti, nelle categorie minori. Già lì dimostrava tutta la sua personalità, e anche in mezzo al gruppo riusciva sempre a spiccare, ad essere notata…E' una ragazza molto solare, allegra, e la sua voglia di fare, la sua naturalezza nel fare le cose saltavano subito all'occhio. Ha sempre avuto un carattere molto deciso, che le è poi stato indispensabile in tutta la sua carriera sportiva.

Nel 1986 è stata messa in coppia con Matteo Bonfà, e insieme sono andati un po' avanti fino a che Matteo ha smesso e Paola Mezzadri l' ha messa in coppia con Alberto Reani. Coniugare lo sport con lo studio ha richiesto molti sacrifici, mi ricordo in particolare quando andava alle superiori - frequentava l'istituto d'arte alla villa reale di Monza - e alla fine delle lezioni il papà la andava a prendere con il pranzo e la portava ad allenarsi a Bergamo… magari tante volte tornava a casa esausta, e doveva puntare la sveglia prestissimo per fare i compiti che non riusciva a fare la sera… la sua tenacia l' ha sempre portata avanti, era sicura dei suoi obiettivi e continuava.

L'unico momento in cui sembrava che potesse abbandonare il ghiaccio è stato quando Alberto Reani aveva smesso di pattinare, e non trovando un nuovo partner stava iniziando a cercare qualcos'altro da fare - si era già iscritta ad una scuola di danza - quando poi è arrivato Maurizio. Barbara pattinava da due anni con Alberto quando questo sodalizio si è rotto e Paola (Mezzadri) l' ha vista bene insieme a questo ragazzo più giovane, Maurizio appunto. C'era stoffa da ambo le parti, la coppia funzionava ed hanno vinto da subito - c'era molto da lavorare ma si vedeva che c'era del potenziale - c'era grazia, interpretazione degli esercizi, anche se la tecnica poteva migliorare: la loro carta in più erano le emozioni che trasmettevano.

Il loro percorso nei primi anni di gare assieme è stato entusiasmante per gli inizi insperati - decimi al Sposa nel Giugno 2000loro primo grande campionato, nessuno se lo aspettava - e per una ascesa stabile e continua. L'arrivo di Tatiana è stato un altro dei momenti importanti, perché è stata una persona che ci ha dato molto e li ha subito visti bene. Nel 99, quando Dracula aveva ricevuto risultati buoni ma non tanto quanto avremmo voluto, lei stessa era la prima a dire che quello era un programma da vittoria - ma forse era troppo presto. L'anno dopo invece è arrivata la medaglia d'argento con un programma che ci era piaciuto tanto, a Nizza siamo anche andati tanto vicini all'oro, ma evidentemente non era l'anno giusto e il posto giusto, forse anche loro non erano maturi per il primo posto.

Il 2001 è stato stupendo, è stato l'anno di maturazione perfetta, hanno vinto ogni gara a cui hanno partecipato e sono arrivati con una grandissima voglia di fare per l'anno dopo. Nello scegliere il nuovo libero hanno ancora una volta seguito il loro desiderio di cambiare, di provare cose nuove - pochi hanno presentato programmi così radicalmente diversi di anno in anno: hanno saputo fare cose allegre come le tarantelle, cose veloci, cose intense e drammatiche come Giulietta e romeo e Dracula, interpretando sempre tutte al massimo.E' così arrivata una musica bellissima, allegra, piena di vita, specialmente a confronto delle cose molto pesanti scelte da tanti altri…. I will survive. Purtroppo non ci ha portato molta fortuna perché quello che è successo lo sappiamo, anche se ovviamente la medaglia olimpica è un grande risultato per il pattinaggio italiano.

 

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